Quante volte abbiamo già sentito dire che grazie a questa nuova legge elettorale noi elettori potremo tornare a scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento?
Questa delle preferenze è una grande presa in giro, e lo voglio dimostrare con una storia.
E’ la storia di una parlamentare, Stefania Pucciarelli, dal 2018 senatrice della Repubblica con la Lega.

La sua storia politica inizia da lontano: si candida per la prima volta nel 2007 al consiglio provinciale della Spezia per il collegio di Santo Stefano di Magra, ma non viene eletta.
Ci riprova tre anni dopo, stavolta per un posto da consigliera regionale alle elezioni regionali della Liguria nel 2010 per la provincia della Spezia. Ottiene ben 140 preferenze, un successone insomma, non venendo eletta (strano!).
Ma la Pucciarelli non molla: ci riprova alle elezioni comunali come candidata sindaco di Santo Stefano di Magra: arriva terza (prende 538 voti), ottenendo l’11,45% e diventando consigliera comunale.
Nel frattempo le cariche di partito non mancano: nel 2013 diventa segretaria provinciale della Lega, con cui alle elezioni politiche di quell’anno è candidata alla Camera dei deputati nella circoscrizione Liguria. Anche stavolta non viene eletta (è proprio sfortunata…).
E ora attenzione: nel 2015 ci sono le elezioni regionali in Liguria e la Pucciarelli viene eletta consigliera regionale! Attenzione però. La Pucciarelli mica è stata eletta grazie alle preferenze. E’ stata eletta perché presente nel listino bloccato del candidato presidente, poi eletto, Giovanni Toti.
La storia però non finisce qui: nel 2018 ci sono le elezioni politiche. Il momento del grande salto è arrivato: Stefania Pucciarelli viene eletta senatrice nel collegio uninominale Liguria-03 (chiaramente senza preferenze personali, assenti nel Rosatellum).
Addirittura, nel 2021 diventa sottosegretario di Stato al Ministero della difesa nel governo Draghi e, alle politiche del 2022 viene nuovamente eletta senatrice in Liguria per il centrodestra (sempre con il Rosatellum, dunque senza dover raccogliere preferenze personali).
Per chiudere in bellezza, si candida per un seggio da consigliera regionale alle regionali in Liguria del 2024, come capolista della Lega. Prende 1.184 preferenze e non viene eletta.
E’ inaccettabile che persone con così poco consenso personale siano senatori della Repubblica italiana, eppure, anche con questa fatidica legge che ‘’ci permetterà di nuovo di scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento’’, la Pucciarelli (e altri con una storia politica simile) potrà tornare in Senato senza prendere neanche una preferenza: le basterà essere capolista in un collegio sicuro per il centrodestra o essere messa nel listone bloccato se la sua coalizione otterrà il premio di maggioranza, arrivando al 42%.
Altro che melonellum o stabilicum. Questo è il pucciarellum.
Andrea Olla
Rispondi