Ho avuto il piacere di intervistare Virgilio Scanu, presidente di FIAB Cagliari, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.
A Cagliari il tema di cui si parla di più è proprio quello delle piste ciclabili, ed è secondo me utile dare spazio a chi di piste e mobilità sostenibile se ne occupa da anni e anni.
Buona lettura.
In queste ultime settimane a Cagliari sono state realizzate alcune piste ciclabili, altre sono in fase di realizzazione.
Promuove o boccia il lavoro fatto dall’amministrazione Zedda finora?
”Non si può parlare di promosso o bocciato perché ad oggi si stanno realizzando delle opere che in realtà andavano realizzate già da tempo, stiamo infatti parlando di finanziamenti del Ministero che risalgono al 2022.
Bisogna dire però che parte di questi finanziamenti erano stati deliberati già dalla giunta Truzzu per una serie di interventi sulla ciclabilità, lavori che poi avevano sospeso. Questa giunta invece ha ripreso quella delibera, l’ha modificata in alcune parti e, seppur con molto ritardo, ha iniziato i lavori. Su questo siamo soddisfatti.
Dall’altra ci sono però due cose che non vanno bene.
La prima è che non c’è stato alcun dialogo con l’amministrazione Zedda, cosa che ritengo estremamente sbagliata e che non mi sarei mai aspettato. Noi avevamo avuto dei confronti anche abbastanza importanti con la precedente amministrazione, ritenevamo e speravamo che la giunta Zedda potesse essere la giunta della svolta ma così non è stato.
L’altro problema è che non c’è una visione complessiva del sistema della mobilità: a Cagliari manca da ben 20 anni un vero e proprio piano della mobilità. Qual è il risultato? Si va dietro ai finanziamenti che arrivano e, come negli ultimi anni è accaduto, si realizzano infrastrutture che vengono poi modificate, annullate, rimodificate.
E’ necessaria una gestione della mobilità differente, programmata e strutturata.

Secondo lei Cagliari può avvicinarsi alle altre grandi città europee in materia di mobilità sostenibile? Cosa le manca?
”Sì, può avvicinarsi alle altre grandi città.
Per farlo bisogna innanzitutto partire da ciò che già abbiamo, come i nostri parchi: il parco di Molentargius, il parco di Terramaini, ma anche quello di Santa Gilla, che ha secondo me un potenziale enorme e per il quale noi abbiamo presentato un apposito progetto.
È necessario poi lavorare per incentivare la mobilità ciclistica facendo ricorso a politiche ‘’hard’’ e ‘’soft’’.
Per politiche hard si intendono in primis la realizzazione di infrastrutture.
Per esempio, in molte città ci sono le velostazioni, cioè ‘’stazioni per le bici’’ vicino alla stazione ferroviaria, e su questo noi di FIAB abbiamo un progetto per la realizzazione di una velostazione sia in piazza Matteotti che in piazza Repubblica vicino alla stazione della nuova metro.
Questo vorrebbe dire favorire l’intermodalità, significa cioè che se una persona arriva a Cagliari in treno ha la possibilità di raggiungere la propria destinazione con la bici, che ha precedentemente parcheggiato in velostazione, non utilizzando così la macchina.
Noi siamo anche favorevoli alla città trenta. Infatti, se noi riuscissimo ad avere una città 30 a Cagliari nell’area del centro storico e delle frazioni più importanti come Pirri, non ci sarebbe neanche più bisogno delle piste ciclabili in quelle strade, perché se c’è una mobilità lenta la strada può essere condivisa da auto e bici.
Dopodiché ci sono le politiche soft.
E’ necessario fare tutta una serie di promozioni della mobilità sostenibile a livello scolastico, ma anche realizzare incentivi diretti a chi usa la bici.
Per esempio, come avviene già in molte città italiane, è possibile apporre sulle ruote della bici dei sensori che misurino esattamente quanti chilometri la bici percorre al giorno e in base a quello realizzare un sistema di premiazione in base al numero dei chilometri.”

Le piste sono il tema di cui più si parla in città, e non mancano critiche, sia dal centrodestra in consiglio comunale che anche dai comuni cittadini.
Cosa si sente di rispondere a chi è contrario alle piste ciclabili?
”Premetto che noi non siamo assolutamente contro nessuno, io stesso ho un’automobile e a volte la utilizzo quando non è possibile muoversi in bici o con i mezzi pubblici.
Voglio rispondere partendo da un dato: Cagliari è una delle città con il maggior rapporto auto-residenti; si stima che a Cagliari quotidianamente siano presenti circa 300.000 auto.
E’ una quantità non sostenibile.
Noi siamo per una riduzione del numero di auto che circolano in città facendo ricorso a infrastrutture come parcheggi in struttura e parcheggi di scambio, cioè aree di sosta situate in periferia o in prossimità di stazioni e capolinea dei mezzi pubblici che permettono di lasciare il proprio veicolo per proseguire il viaggio verso il centro città usando i mezzi pubblici o le bici.
Questi tipi di parcheggi sono molto importanti: andrebbero incentivati rendendoli gratuiti e controllati, disincentivando invece il parcheggio cittadino, per permettere allo spazio pubblico interno di essere maggiormente a disposizione della mobilità sostenibile e del trasporto pubblico.”
Andrea Olla
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