INTEVISTA A MASSIMO ZEDDA: IL BILANCIO DI METÀ MANDATO TRA SICUREZZA, STADIO, MOBILITÀ E GIOVANI.

Con il Sindaco di Cagliari Massimo Zedda affrontiamo alcuni dei temi più discussi in città, dalla sicurezza e al nuovo stadio del Cagliari, dalle politiche giovanili alle tanto criticate piste ciclabili.

Sullo sfondo, le voci di una sua possibile candidatura alle prossime elezioni politiche.

Sindaco Zedda, tra pochi mesi si arriverà a metà del suo mandato da sindaco.
Partirei da uno dei temi più sentiti dai cittadini, non solo della nostra città: quello della sicurezza.

Le chiederei di fare un bilancio di questi due anni e mezzo: è soddisfatto dei risultati raggiunti? Quali saranno i prossimi passi?

“Posto che ogni città ha le sue problematiche specifiche, stando alle classifiche Cagliari risulta tra le città metropolitane più sicure d’Italia.

E’ chiaro che ci sono alcuni fenomeni che vanno tenuti sotto controllo, a partire da quelli più visibili e che più fanno notizia, come il classico scippo in strada.

Questi fenomeni sono dovuti anche all’assenza totale, al di là di quello che viene detto dal Governo, di controllo sugli sbarchi e di regolamentazione dei flussi migratori.

Il Governo Meloni aveva raccontato che avrebbe bloccato gli sbarchi, una cosa nella pratica non realizzabile: il Mediterraneo è grande e, quando hai un’isola e una penisola da gestire per chilometri e chilometri di costa, bloccare gli sbarchi è impensabile.

Fonte di numerosi problemi è poi la gestione dei migranti una volta che arrivano in Italia: vengono portati nell’apposito centro e, se non ci sono le condizioni per l’asilo, viene dato loro un foglio con la richiesta di lasciare il nostro Paese. Questo sistema non funziona altrove, figuriamoci in un’isola come la nostra, dove andarsene è molto più complicato.

Terzo problema: negli ultimi anni le polizie locali in Italia hanno avuto 13 mila agenti in meno. È bellissimo andare nei dibattiti televisivi a parlare di sicurezza e immigrazione, peccato però che la sicurezza venga gestita dal Ministero dell’Interno, cioè dal governo centrale.

Se c’è questo problema in alcune realtà è un fallimento di questo governo nazionale.”

Il centro di accoglienza di Monastir

E allora il comune cosa può fare sul fronte della sicurezza?

“Il Comune può lavorare su alcuni aspetti, ne cito tre.

In primis abbiamo lavorato e dimostrato concretamente che molte di queste persone avevano problematiche psichiatriche e che dunque non si dovesse più intervenire con l’ordine pubblico ma mediante i presidi sociosanitari.

Altro elemento importante è stata l’animazione della città. Le piazze diventano un problema quando non sono governate, per questo abbiamo lavorato per renderle vive con iniziative di cultura e di spettacolo. Il risultato? Le persone non erano più sole e in piazza del Carmine, ma anche in altri luoghi, in quelle occasioni non sono stati più commessi fatti di reato.

Terzo aspetto, che riguarda tutta Italia e noi non ne siamo esenti: i crescenti episodi di criminalità commessi dai giovani. E’ necessario intervenire per raggiungere i giovani che commettono reati e riportarli in un solco di rispetto delle regole, di sostegno, di integrazione e di socialità.”

Controlli in Piazza del Carmine

Altro tema centrale di questi due anni e mezzo è stato quello delle opere pubbliche. Il dossier più importante è senza dubbio il nuovo stadio del Cagliari.

Prima della pausa estiva c’è stato un incontro con Giulini, poi il rinvio della pubblicazione del bando di gara per la gestione e la realizzazione del nuovo stadio.

Conferma l’inizio dei lavori a Marzo 2027?

“Per essere precisi, non c’è stato un ‘’rinvio del bando’’: tecnicamente il bando è figlio di tutto un lavoro propedeutico di progettazione: va a bando tutto ciò che il Cagliari Calcio ha trasferito e che noi abbiamo verificato, anche facendo ricorso a consulenze esterne.

Ad oggi abbiamo tutta la documentazione trasferita dal Cagliari, si sta lavorando per fare un’ultima verifica in modo tale che entro la scadenza che ci ha dato la UEFA si possa andare a gara.

Rispetto all’inizio dei lavori, parliamo di Marzo 2027, massimo Aprile 2027: i tifosi, la squadra e il Cagliari hanno atteso più di 30 anni per avere uno stadio nuovo, diciamo che un mese e mezzo non cambia la vita.”

Quante chance ha effettivamente Cagliari di ospitare delle partite degli Europei del 2032?

“Quella degli Europei 2032 è una sfida successiva in quanto a noi interessa innanzitutto lo stadio: l’obiettivo principale è dotare la città, la regione, la squadra e i tifosi di uno stadio a norma e moderno e che duri nel tempo.

Chiaramente abbiamo fatto tutto quello che è necessario per poter ospitare alcune partite di Euro 2032, e faremo tutto ciò che ci verrà ulteriormente richiesto. Poi però a decidere è la UEFA.”

Il nuovo stadio del Cagliari

Altro tema che in queste ultime settimane sta facendo discutere è senza dubbio quello delle piste ciclabili.

Da una parte, l’opposizione parla di assenza di dialogo e di una mobilità imposta e senza programmazione, dall’altra non mancano critiche anche dalla fiab, l’associazione dei ciclisti, che lamentano una ‘’assenza di dialogo e visione nel sistema della mobilità’’.

Perché tante critiche?

“Questi sono i due estremi: da un lato c’è chi vorrebbe cancellare tutte le piste ciclabili, dall’altro c’è chi vorrebbe cancellare tutte le auto e tutte le strade per avere solo piste ciclabili.

Ora, sulle piste ciclabili bisogna fare un po’ di chiarezza.

In primo luogo, la mobilità sostenibile è legata a stretto giro con i finanziamenti europei. Possiamo decidere di non realizzare alcune piste, benissimo, così facendo però perdiamo i finanziamenti.

Altra polemica che sento spesso ‘’con le piste ciclabili state togliendo i parcheggi’’.

Non è stato tolto neanche un parcheggio, basti vedere via Pergolesi. Se poi per parcheggio si intende il traffico in doppia fila che invade la carreggiata e che determina un rischio serio per le persone, bisogna dirlo chiaramente: il diritto alla doppia fila in Costituzione non esiste.”

Le nuove piste in Via Pergolesi

Cosa risponde a chi dice che Cagliari non sia una città per ciclisti, viste le numerose salite e discese?

“Questa tesi si poteva sostenere un tempo, ad oggi con la pedalata assistita si arriva agevolmente in molte aree della città, anche in castello.

Ora, c’è una cultura della mobilità sostenibile dell’uso delle due ruote a Cagliari? No, non c’è mai stata, ma sta crescendo.

Tutte le grandi realtà europee si caratterizzano per sistemi di mobilità sostenibile all’avanguardia, e Cagliari non può rimanere la città degli anni settanta.

Chiaramente, bisogna trovare un equilibrio: nessuno vuole fare il talebano delle piste ciclabili, l’importante è avere una connessione tra i luoghi strategici della città.

A Cagliari abbiamo lavorato e stiamo lavorando per una mobilità alternativa, poi, lo sottolineo, è alternativa: chi vuole prendere l’auto è e resta liberissimo di farlo.”

Parliamo di politiche giovanili. Questa estate ci sono state tante iniziative culturali e musicali, come Ateneika e le sere di musica al Bastione che hanno avuto grande successo.

Cosa fare perchè Cagliari non sia una città per i giovani solo d’estate?

“Innanzitutto c’è un tema più generale di denatalità, spopolamento e dunque invecchiamento della popolazione residente che è un problema non solo di Cagliari, ma anche regionale e nazionale.

Ora, i nostri obbiettivi sono quelli di mantenere i giovani in città e attirarne di nuovi.

Per farlo stiamo lavorando su due fronti.

In primo luogo con progetti che riguardano tutti, giovani compresi, come le attività di spettacolo e musicali o il bus notturno.

Poi ci sono le politiche giovanili in senso stretto: la consulta giovanile, l’adesione alla rete eurodesk, il centro giovani nella scuola Italo Stagno dove ci saranno tante iniziative per i giovani e luoghi di studio, e l’ostello della gioventù, che dobbiamo rilanciare.

A me piacerebbe anche realizzare una nuova mediateca capace di soddisfare una serie di esigenze di studentesse e studenti e non solo, magari a Palazzo Pizzorno Binaghi in Piazza del Carmine, che è stato oggetto di un restauro.”

La prima seduta della Consulta giovani in consiglio comunale.

Per chiudere, una domanda che indirettamente riguarda il futuro della nostra città. Come lei sa, l’anno prossimo ci saranno le elezioni politiche, e circolano sempre più voci su una sua possibile candidatura alla Camera dei deputati.

Sarà sindaco di Cagliari fino al 2029 o dobbiamo aspettarci sorprese?

“Non ho intenzione di candidarmi alle prossime elezioni politiche: ho preso un impegno con la città per portare avanti un programma e lo voglio rispettare.

Se la coalizione lo vorrà e se le cittadine e i cittadini lo vorranno intendo ripresentarmi come sindaco nel 2029.

E poi, se non vedo il Poetto dopo 3 giorni sto male :)”

Andrea Olla

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