L’8 ed il 9 giugno saremo chiamati a votare per le elezioni europee; proviamo ad andare più a fondo e a cercare di capire cosa sono e a cosa servono.
Innanzitutto, si voterà in tutta Europa per il rinnovo del Parlamento Europeo.
Quest’ organo è composto da 705 parlamentari provenienti da tutti i paesi membri.
Ciascuno stato elegge un numero di parlamentari in base alla sua popolazione: l’Italia, ad esempio, elegge 76 europarlamentari, terza dopo la Germania (96) e Francia (81).
Ma, a cosa serve il Parlamento Europeo?
Il compito principale è quello di approvare o respingere le diverse proposte di legge portate avanti dalla Commissione Europea, l’organo esecutivo del Parlamento Europeo, attualmente guidato da Ursula Von Der Leyen.
Il parlamento europeo poi, ogni 5 anni e in base ai risultati delle elezioni europee, sceglie un nuovo commissario, una sorta di ”presidente dell’Europa”.
Quello del commissario Ue è il compito più importante in assoluto in Europa, perché è lui a detenere il potere esecutivo, cioè a prendere tutte le decisioni più importanti.
Per questo le elezioni europee sono cosi importanti: in base al risultato delle elezioni, l’Europa cambierà commissario (a meno di una riconferma della Von Der Leyen) e questo influirà tantissimo sulle decisioni che verranno prese da qui ai prossimi 5 anni.
Più che addentrarci nel modo attraverso il quale gli europarlamentari vengono eletti, che sarebbe abbastanza lungo e complicato, è molto importante capire che in Europa esistono i partiti europei, ai quali i diversi partiti nazionali di tutta Europa scelgono di aderire.
Le alleanze tra i partiti che ci sono in Italia sono molto diverse da quelle che ci sono in Europa, quindi votando un partito nazionale, in realtà stiamo indirettamente votando un partito europeo.
Proviamo a capire a quali partiti europei aderiscono i partiti italiani, che tra poco dovremo votare.
Partiamo dall’alleanza di centrodestra, composta principalmente da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.
In Europa questi tre partiti fanno parte di tre partiti diversi.
Forza Italia fa parte del Partito popolare europeo, un partito europeista, moderato e di centro-destra.
Fratelli d’Italia invece fa parte del gruppo ECR, composto da conservatori, euroscettici e nazionalisti.
La Lega fa parte del gruppo più a destra del Parlamento Europeo, ID (Identità e Democrazia), un gruppo di estrema destra, euroscettico e sovranista.
Nel centrosinistra invece, anche i due partiti principali, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, appartengono a gruppi politici europei differenti.
Il PD fa ormai da anni parte del PSE (Partito Socialista Europeo), un partito di centrosinistra e fortemente europeista, mentre il Movimento 5 Stelle fa parte del gruppo politico dei non iscritti, un gruppo politico di parlamentari che non si sentono rappresentati da nessun partito europeo.
Stati Uniti d’Europa (Matteo Renzi) ed Azione (Carlo Calenda) hanno aderito al gruppo politico moderato e centrista Renew Europe.
L’attuale presidente della commissione europea, la figura politica più potente dell’intera Unione, è, appunto, Ursula Von der Leyen, ed è stata espressa dalla cosiddetta ‘’grande alleanza’’: Partito Popolare Europeo, PSE e Renew Europe.
Si nota quindi come Forza Italia e Partito Democratico, che in Italia sono forze politiche avversarie, in Europa invece sono alleate ed entrambe a sostegno dell’attuale esecutivo.
Si nota anche come Forza Italia e Lega, che in Italia sono alleate e governano assieme, in Europa sono forze avversarie. Matteo Salvini infatti sta già da tempo portando avanti una campagna durissima contro la Von Der Leyen, che fa parte dei popolari tra i quali c’è, appunto, Antonio Tajani e Forza Italia.
Perché dobbiamo andare a votare alle europee?
Spesso sentiamo l’Unione Europea come qualcosa di lontano, che non ci riguarda; questa però è una concezione sbagliata, perché in realtà essa sta a monte di tutte le decisioni delle quali possiamo sentirne, nel nostro piccolo, l’effetto.
L’Europa, da qui ai prossimi 5 anni dovrà affrontare sfide epocali: le migrazioni in costante crescita, le guerre (Russia-Ucraina e Israele-Palestina tra tutte), l’economia, le politiche sociali, i diritti.
L’Europa si occupa anche di politiche per noi giovani: pensiamo ad esempio ai diversi piani Erasmus, ma anche tutti i fondi che l’Europa da ai paesi membri (e dunque anche all’Italia) per istruzione, attività sportive ed eventi.
Noi giovani non possiamo permetterci di non andare a votare, pensate che in Italia i potenziali elettori over 50 sono 27 milioni, mentre gli elettori under 35 sono solo 10 milioni*, poco più di un terzo.
Se noi non andremo a votare, i partiti politici continueranno ad occuparsi di chi vota, perché porterà più voti parlare di pensioni che di scuole superiori o università.
Usiamo il nostro voto, ne va del nostro presente e del nostro futuro.
Andrea Olla
*: elaborazione dati Will media
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